IL "TE" DELLE CINQUE
2025
Mi piace immaginare lo spazio vuoto di una tela pronto a contenere una storia. Dipingo perché mi domando: chi sono io? Chi siamo noi? È una domanda che ritorna nei gesti quotidiani, nei rituali che attraversiamo e nelle situazioni mondiali che ci attraversano anche quando smettiamo di interrogarle. Le tele sono per me un’estensione di ciò che sono, senza filtri e senza maschere. Per me l’arte è libertà: la libertà di dire anche ciò che è scomodo, di mettere in discussione regole e abitudini che spesso rallentano il cambiamento. Non dipingo per rassicurare, ma per aprire spazi, raccontare storie e creare varchi dentro le nostre abitudini e certezze. Non cerco risposte definitive, ma domande che restano aperte. Nei miei lavori unisco il rigore delle linee nere e della geometria a una pittura intensa, accesa e viscerale. Creo strutture aperte che accolgono storie, vissuti e spazi emotivi, dove la scomposizione delle forme e il colore diventano racconto.